L'impennata è particolarmente significativa perché si aggiunge ad anni di investimenti cinesi nel settore bancario, immobiliare, nelle zone industriali, nella logistica e nelle infrastrutture di trasporto georgiane, rafforzando la posizione emergente della Georgia come ponte economico tra Cina, Asia centrale ed Europa.

I dati preliminari dell'ufficio nazionale di statistica della Georgia, Geostat, mostrano investimenti diretti esteri totali per 468,8 milioni di dollari — circa 397 milioni di euro — durante il secondo trimestre del 2026.
L'investimento cinese ha raggiunto 219,5 milioni di dollari, circa 186 milioni di euro, rappresentando il 46,8% del totale. Il Regno Unito si è classificato al secondo posto con 123,5 milioni di dollari, circa 105 milioni di euro, pari al 26,3%, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno contribuito con 47,7 milioni di dollari, circa 40 milioni di euro, equivalenti al 10,2%.

Il cambiamento è sorprendente.
La Cina aveva registrato un deflusso netto di investimenti di 21,6 milioni di dollari — circa 18 milioni di euro — dalla Georgia nello stesso trimestre del 2025. Entro il primo trimestre del 2026, gli IDE cinesi si erano ripresi raggiungendo i 16,4 milioni di dollari, circa 14 milioni di euro.
Sono poi balzati a 219,5 milioni di dollari nel secondo trimestre. Durante l'intera prima metà del 2026, la Cina ha investito circa 236 milioni di dollari — 200 milioni di euro — in Georgia, diventando il più grande investitore estero del paese anche per il periodo semestrale.

Un singolo trimestre non stabilisce automaticamente la Cina come investitore permanentemente dominante in Georgia. Le statistiche sugli IDE possono variare drasticamente quando vengono registrate grandi acquisizioni o singoli progetti.
Tuttavia, la crescente presenza economica della Cina in Georgia non è una novità, e alcuni degli investimenti già effettuati mostrano quanto sia diventata ampia questa relazione.

Dalle banche a interi distretti urbani
Uno degli investitori cinesi più visibili è Hualing Group, che opera in Georgia dal 2007.
I suoi progetti hanno incluso la Hualing Tbilisi Sea New City, un importante sviluppo urbano a destinazione mista intorno al Tbilisi Sea. Il progetto comprendeva edilizia residenziale, hotel e il complesso commerciale Tbilisi Sea Plaza, concepito come un grande centro per il commercio all'ingrosso, al dettaglio e la distribuzione.

Gli obblighi di investimento iniziali per lo sviluppo erano di circa 150 milioni di dollari — circa 127 milioni di euro, mentre altre fonti indicano investimenti legati allo sviluppo per circa 170 milioni di dollari — 144 milioni di euro.

Hualing ha anche sviluppato la Kutaisi Free Industrial Zone, trasformando parte dell'ex complesso di produzione automobilistica di Kutaisi in un'area industriale e logistica destinata ad attrarre produttori e a collegare la produzione georgiana con i mercati del Caucaso, dell'Asia centrale e dell'Europa.

Le aziende che operano lì sono attive in settori quali legno e arredamento, materiali da costruzione, farmaceutica, componenti automobilistici, veicoli elettrici e bevande.

La zona è particolarmente interessante nel contesto del Corridoio di Mezzo.
Piuttosto che essere semplicemente un sito produttivo per il mercato interno georgiano, Kutaisi può fungere da punto logistico e di distribuzione tra la Cina, la regione caspica, il Caucaso, il Mar Nero e i mercati europei. Società logistiche fondate o collegate alla Cina stanno già fornendo servizi di container, autotrasporto, consolidamento e stoccaggio sulla rotta Cina-Georgia.

Il capitale cinese penetra più a fondo nel sistema bancario georgiano
L'investimento cinese si è esteso anche al sistema finanziario.
Hualing controllava già Basisbank, una delle banche commerciali consolidate della Georgia. Nel 2026 ha ampliato sostanzialmente la sua presenza bancaria attraverso l'acquisizione di una quota del 95,99% in Liberty Bank, una delle più grandi istituzioni finanziarie al dettaglio della Georgia.

Liberty è particolarmente significativa per la sua vasta rete di clienti e per il suo ruolo nella distribuzione delle pensioni e di altri pagamenti statali.
L'acquisizione rappresenta quindi una categoria di investimento cinese diversa dall'edilizia o dall'immobiliare: il capitale cinese è sempre più presente anche all'interno dell'infrastruttura finanziaria della Georgia.

Tale sviluppo coincide con una più stretta integrazione finanziaria tra Georgia e Cina, compreso il crescente utilizzo di infrastrutture finanziarie legate allo yuan cinese e gli sforzi della Georgia per approfondire i legami commerciali e di investimento con la seconda economia mondiale.

Strade, ferrovie e il Corridoio di Mezzo
Le aziende cinesi sono visibili anche nelle infrastrutture di trasporto della Georgia.
China Road and Bridge Corporation ha partecipato a importanti progetti stradali georgiani, tra cui la costruzione del tratto Ubisa–Shorapani della East–West Highway e la circonvallazione di Tsnori.
Questi progetti sono importanti oltre la Georgia stessa perché l'infrastruttura di trasporto est-ovest del paese fa parte della più ampia rete che collega l'Azerbaigian e il Mar Caspio con la Turchia e il Mar Nero.

In altre parole, le infrastrutture costruite in Georgia fanno sempre più parte dello stesso sistema logistico eurasiatico che la Cina vuole utilizzare per diversificare le sue rotte verso l'Europa.
Il centro strategico di questa discussione è il Corridoio di Mezzo (Middle Corridor), che collega la Cina attraverso il Kazakistan e l'Asia centrale, attraversa il Mar Caspio fino all'Azerbaigian e alla Georgia, e prosegue attraverso la Turchia o i porti del Mar Nero verso l'Europa.
I volumi di carico lungo la rotta sono aumentati bruscamente negli ultimi anni, incoraggiando Kazakistan, Azerbaigian e Georgia ad ampliare ferrovie, porti, autostrade, sistemi doganali digitali e centri logistici.

L'Autostrada Est-Ovest e il Corridoio Nord-Sud.
L'Autostrada Est-Ovest e il Corridoio Nord-Sud.

Anaklia potrebbe aggiungere un'altra dimensione
Il proposto Porto in acque profonde di Anaklia sulla costa georgiana del Mar Nero illustra sia la portata dell'interesse cinese sia il cambiamento di approccio del governo georgiano.
Un consorzio cino-singaporiano che coinvolgeva China Communications Construction Company e China Harbour Investment era stato precedentemente selezionato come partner privato preferito per il progetto.

Tuttavia, nel luglio 2026 il governo georgiano ha modificato la struttura proposta.
Secondo il nuovo "modello landlord", la Georgia intende mantenere la proprietà statale e il controllo delle infrastrutture portuali principali, consentendo al contempo a più società internazionali e paesi di investire in singoli terminal e operazioni commerciali.
Il governo ha dichiarato specificamente di accogliere con favore la partecipazione dei paesi del Corridoio di Mezzo, inclusi Cina, Kazakistan, Azerbaigian e altre economie dell'Asia centrale.
Questo potrebbe rendere Anaklia, in ultima analisi, più internazionale piuttosto che esclusivamente cinese.

Il governo georgiano prevede circa 7 miliardi di dollari — circa 5,9 miliardi di euro — di investimenti strategici nei trasporti entro il 2032, coprendo Anaklia, la modernizzazione ferroviaria e la costruzione di autostrade.
Per la Cina, la partecipazione a questi progetti fornirebbe un altro collegamento tra la rete Belt and Road e il Mar Nero.

Più di un semplice trimestre eccezionale
Anche la struttura delle ultime statistiche sugli investimenti in Georgia è rivelatrice.
Le attività finanziarie e assicurative hanno attratto 207,6 milioni di dollari — circa 176 milioni di euro — ovvero il 44,3% degli IDE totali nel secondo trimestre. Il settore immobiliare ha ricevuto 119,9 milioni di dollari, circa 102 milioni di euro, mentre il settore manifatturiero ha attirato 59 milioni di dollari, circa 50 milioni di euro.

Insieme, questi tre settori hanno rappresentato l'82,4% degli investimenti esteri durante il trimestre.
Si tratta proprio delle aree in cui gli investitori cinesi hanno già stabilito una presenza: banche, immobiliare, sviluppo industriale e logistica.

Gli IDE georgiani totali sono tuttavia diminuiti del 23,2% rispetto al dato rettificato del secondo trimestre 2025, principalmente a causa di minori utili reinvestiti. Ciò crea un contrasto interessante: la Georgia ha ricevuto meno investimenti esteri complessivi, ma una quota drasticamente maggiore proviene dalla Cina.

Perché la Georgia è importante per la Cina
La Georgia di per sé è un mercato relativamente piccolo. Il suo valore strategico deriva sempre più da ciò che si trova ai suoi confini. A est ci sono l'Azerbaigian, il Mar Caspio, il Kazakistan e le economie in rapido sviluppo dell'Asia centrale.

A ovest ci sono il Mar Nero, la Turchia e l'Unione Europea.
La Georgia si trova quindi vicino all'estremità occidentale di uno dei pochi grandi corridoi di trasporto eurasiatici terrestri in grado di collegare la Cina con l'Europa senza attraversare il territorio russo.
Ha inoltre accordi di libero scambio sia con la Cina che con l'Unione Europea.

Per i produttori e le società logistiche cinesi, questa combinazione rende la Georgia potenzialmente utile come piattaforma industriale, distributiva e finanziaria, piuttosto che come semplice destinazione di esportazione.
Per la Georgia, l'investimento cinese fornisce capitale per infrastrutture, produzione, proprietà e servizi finanziari, aumentando potenzialmente il ruolo del paese nel commercio eurasiatico.

Ma questo crea anche questioni politiche.
La Georgia continua a mantenere relazioni economiche sostanziali con l'Unione Europea, la Turchia, il Regno Unito, gli Stati Uniti, le economie del Golfo e i paesi vicini. La crescente proprietà cinese in settori strategicamente importanti come quello bancario e dei trasporti ha di conseguenza attirato dibattiti nazionali e internazionali sulla concentrazione economica e sulla dipendenza strategica.

I numeri degli investimenti di per sé non rispondono a queste domande. Dimostrano, tuttavia, quanto velocemente stia cambiando la relazione economica. Il fatto che la Cina sia diventata il principale investitore della Georgia in un singolo trimestre avrebbe potuto essere liquidato come un'anomalia statistica.

Ma quando il dato viene visto insieme agli sviluppi di Hualing a Tbilisi, alla Kutaisi Free Industrial Zone, alla proprietà cinese in Basisbank e Liberty Bank, alle imprese di costruzione cinesi che lavorano su grandi autostrade, alle reti logistiche Cina-Georgia in espansione e all'interesse cinese per le infrastrutture del Mar Nero, emerge un quadro più ampio.

La Georgia viene sempre più incorporata nell'infrastruttura economica che collega la Cina e l'Asia centrale con l'Europa. La sua importanza per Pechino potrebbe quindi avere meno a che fare con le dimensioni dell'economia georgiana che con la sua posizione geografica.

La Georgia ha meno di quattro milioni di abitanti, ma si trova su una rotta commerciale che collega mercati che ne contano miliardi.
Questo potrebbe, in definitiva, spiegare perché il capitale cinese stia arrivando così rapidamente.