La Corea del Sud ha sospeso brevemente le contrattazioni dopo un crollo dell'8%, i produttori di chip giapponesi hanno subito pesanti perdite, mentre Hong Kong e Sydney si sono dimostrate più resilienti. L'India si è mossa nella direzione opposta: i suoi indici principali hanno recuperato dopo un calo in apertura, grazie agli investitori che hanno acquistato azioni del settore software e bancario.

Il contrasto rivela un mercato sempre più diviso dall'esposizione al boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale. I produttori che forniscono chip e attrezzature hanno dovuto affrontare forti vendite; le economie che beneficiano del petrolio più economico e dello spostamento degli investimenti lontano dall'IA hanno mostrato una maggiore resistenza.

Corea del Sud: la dipendenza dai chip amplifica lo shock
Seul ha vissuto l'interruzione più drammatica. Il Kospi è sceso di oltre l'8% nelle prime contrattazioni, innescando una sospensione dei circuiti di sicurezza per 20 minuti. Bloomberg ha riportato un calo intraday che ha raggiunto l'8,8%, con Samsung Electronics e SK Hynix che hanno inizialmente perso più del 9%. Si trattava di dati relativi all'inizio della sessione, piuttosto che ai risultati di chiusura.

Le vendite si sono successivamente attenuate. Alle 14:00 ora coreana, il Kospi si attestava a 5.118,73, in calo del 4,91%: una flessione comunque severa, ma sostanzialmente al di sopra dei minimi mattutini. Gli investitori stranieri stavano vendendo oltre ₩1 trilione di azioni, secondo il Seoul Economic Daily. Seoul
Samsung e SK Hynix forniscono memorie essenziali per l'informatica avanzata. La loro vulnerabilità illustra come le preoccupazioni sulla costruzione di data center americani possano influenzare rapidamente i produttori asiatici: progetti ridotti o ritardati potrebbero indebolire le aspettative per gli ordini di attrezzature e la domanda di memorie.

Tokyo: i fornitori di attrezzature subiscono il colpo
Il Nikkei 225 del Giappone ha chiuso in calo del 6,0% a 57.434,77, il suo più grande calo percentuale dall'aprile 2025. Ciò si è tradotto in una perdita di circa 3.640 punti in una singola sessione.
Un'istantanea precedente del mercato mostrava SoftBank Group in calo del 10,4%, il produttore di chip di memoria Kioxia del 10,8%, Tokyo Electron del 5,4% e Advantest del 4,6%. Queste letture sono state effettuate prima della chiusura finale. SoftBank rappresenta l'esposizione degli investimenti all'IA, mentre Tokyo Electron e Advantest forniscono attrezzature utilizzate nella produzione e nel collaudo di semiconduttori. Le vendite hanno quindi raggiunto diverse fasi della catena di fornitura informatica.

Hong Kong: ritirata dopo il balzo di giovedì
Il calo di Hong Kong è stato molto più contenuto. L'Hang Seng era in ribasso di circa l'1%, mentre lo Shanghai Composite della Cina continentale è sceso di circa l'1,2% nella stessa istantanea riportata. Tuttavia, il mercato STAR cinese e l'indice AI ChiNext hanno entrambi perso più del 4%, mostrando una pressione maggiore al di sotto dei benchmark generali.
L'inversione ha fatto seguito al rally del 3,7% dell'Hang Seng di giovedì, quando Alibaba, Tencent, Xiaomi e Meituan erano avanzati. Gli investitori stavano rivalutando una sessione precedente forte piuttosto che subire perdite paragonabili alla sospensione delle contrattazioni di Seul.

Sydney: un calo minore, un'esposizione differente
L'S&P/ASX 200 australiano è stato riportato in calo di circa lo 0,5% a 9.020,80, una caduta molto più lieve rispetto a quella di Tokyo.
Giovedì aveva portato un guadagno del 2,6%, sostenuto da società minerarie tra cui BHP, Rio Tinto e Fortescue grazie al rafforzamento dei metalli. I produttori di energia Woodside e Santos si sono mossi al ribasso a causa dell'indebolimento del petrolio. Queste diverse esposizioni alle materie prime aiutano a spiegare perché uno shock dei titoli dei chip americani non colpisca allo stesso modo ogni colosso australiano.

India: le azioni software forniscono un contrappeso
L'India ha inizialmente aperto in ribasso, ma alle 10:33 ora indiana, il Nifty 50 era salito dello 0,51% a 24.662,80, mentre il Sensex guadagnava lo 0,76% a 79.917,60. Gli investitori stranieri avevano acquistato circa ₹150 miliardi — 1,6 miliardi di dollari — di azioni indiane giovedì, mentre i prezzi del petrolio più bassi sostenevano il sentiment.
Le società di software sono state le prime vincitrici: Infosys è salita del 2,01%, Tech Mahindra dell'1,34%, TCS dell'1,30% e HCL Technologies dell'1,26% poco dopo l'apertura. Tali cifre hanno preceduto la ripresa degli indici più ampi.

La spaccatura di venerdì è stata quindi più precisa di un generico "crollo dell'Asia". I mercati fortemente esposti all'hardware dell'IA hanno sofferto maggiormente; il settore tecnologico indiano, guidato dal software, ha offerto un contrappeso. La prossima domanda è se questa rimarrà una rotazione tra settori o se si trasformerà in una ritirata più ampia dall'azionario.