La decisione dell'UE di rimuovere la proposta di adesione associata del Canada dalla dichiarazione del vertice mette a nudo una contraddizione fondamentale nelle ambizioni geopolitiche dell'Europa.

L'Unione Europea ha fatto un passo indietro rispetto a una proposta rivoluzionaria volta a rendere il Canada il suo primo membro associato. In vista del vertice UE-Canada a Montreal del 29-30 ottobre 2026, diversi governi europei, guidati dalla Germania, si sono opposti a tale designazione, forzandone l'esclusione dalla bozza di dichiarazione congiunta. Al contrario, Bruxelles e Ottawa stanno perseguendo una "associazione sempre più stretta", senza però creare una categoria formale di appartenenza.

La distinzione è importante: il Canada non è mai stato un membro associato dell'UE e lo status proposto non esiste secondo gli attuali trattati dell'Unione. La controversia riguarda un nuovo quadro politico, non la revoca di diritti già esistenti.

La Germania sfida von der Leyen
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva introdotto il concetto di adesione associata a settembre, prospettando una nuova relazione che avrebbe portato il Canada più vicino all'UE di quanto fatto da qualsiasi precedente partenariato con paesi non membri. Germania, Francia, Italia e Grecia hanno sollevato obiezioni. La loro preoccupazione non riguardava primariamente il Canada in sé, quanto le conseguenze legali e politiche dell'introduzione di una categoria di adesione non definita.

Il Canada avrebbe ottenuto l'accesso ai programmi UE senza gli obblighi della piena adesione? Avrebbe potuto partecipare ai processi decisionali europei? E quale precedente avrebbe stabilito per l'Ucraina, la Norvegia, la Svizzera o altri partner? Il governo del Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sostenuto che la sostanza pratica della cooperazione dovrebbe essere negoziata prima di creare una nuova etichetta istituzionale. Ciononostante, von der Leyen ha continuato a difendere il concetto durante il vertice di Montreal, dimostrando che la disputa politica rimane irrisolta.

Esiste già un partenariato da 130 miliardi di euro
Il disaccordo contrasta nettamente con l'impressionante espansione delle relazioni economiche tra UE e Canada. Secondo i dati della Commissione Europea, l'interscambio bilaterale di beni e servizi ha raggiunto i 130 miliardi di euro nel 2025, rispetto ai 72,1 miliardi del 2016, con un incremento di circa l'80%. Il commercio di merci è ammontato a 81,5 miliardi di euro, mentre i servizi hanno contribuito per circa 49 miliardi. Le esportazioni di merci europee verso il Canada hanno toccato i 48,8 miliardi di euro nel 2025, a fronte di importazioni per circa 33 miliardi, generando un surplus commerciale europeo prossimo ai 16 miliardi.

In base al Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA), applicato in via provvisoria dal settembre 2017, le due economie hanno eliminato i dazi su circa il 98% delle linee tariffarie. Insieme, Canada e UE rappresentano circa 490 milioni di persone, quasi un quinto del PIL globale e circa il 19% del commercio internazionale di beni e servizi.

Eppure lo stesso CETA non ha ancora ricevuto la piena ratifica in tutta l'UE, a testimonianza delle sfide istituzionali che frenano un'integrazione più profonda. Il Canada vuole ridurre la dipendenza da Washington. Per il Primo Ministro canadese Mark Carney, una più stretta cooperazione europea è diventata sempre più importante nel contesto delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Circa il 72% delle esportazioni di merci canadesi è stato destinato al mercato americano nel 2025, rendendo il paese eccezionalmente esposto alle politiche tariffarie e alle decisioni politiche degli USA.

L'UE, pur essendo il secondo partner commerciale del Canada, rappresenta meno di un decimo del suo commercio di merci. La diversificazione rappresenta quindi un obiettivo strategico piuttosto che un aggiustamento commerciale a breve termine. Una più stretta integrazione europea potrebbe offrire alle aziende canadesi nuove opportunità nel settore manifatturiero avanzato, nella difesa, nell'energia, nell'intelligenza artificiale e nei minerali critici.

Tuttavia, sostituire i vantaggi della vicinanza geografica agli Stati Uniti richiederebbe investimenti sostanziali e molti anni di ristrutturazione industriale.

Difesa, Energia e Minerali Critici
Il partenariato possiede anche una dimensione di sicurezza sempre più rilevante. Il Canada detiene vaste risorse di uranio, nichel e altri minerali di importanza strategica, mentre l'Europa cerca di ridurre la dipendenza da catene di approvvigionamento estere concentrate.

La cooperazione in materia di difesa è in espansione, sostenuta dal Partenariato per la sicurezza e la difesa UE-Canada firmato nel giugno 2025 e dalla partecipazione canadese agli accordi di finanziamento della difesa europea. Entrambe le parti stanno inoltre discutendo di cooperazione energetica, inclusa la fattibilità di ulteriori esportazioni di gas naturale liquefatto canadese verso l'Europa. Infrastrutture digitali, intelligenza artificiale, ricerca e connettività transatlantica offrono ulteriori opportunità di integrazione. L'agenda economica e di sicurezza rimane dunque consistente anche senza l'adesione associata.

La contraddizione strategica dell'Europa
La controversia evidenzia una persistente debolezza della politica estera europea. Bruxelles vuole che l'UE diventi una potenza geopolitica indipendente, capace di stringere partenariati strategici oltre i suoi confini regionali tradizionali. Eppure, le grandi iniziative richiedono l'accordo di 27 governi con diversi interessi nazionali, preoccupazioni legali e priorità politiche. La creazione di una relazione privilegiata con il Canada potrebbe anche sollevare questioni difficili riguardo ai paesi europei ancora in attesa di adesione all'UE o che cercano legami istituzionali più stretti.

Il problema non è se il Canada sia un partner desiderabile, ma se l'Europa possa stabilire nuove forme di integrazione internazionale senza minare la propria struttura istituzionale esistente.

Cosa succederà ora?
Il vertice di Montreal è destinato a stabilire un'ambiziosa "Alleanza per il Futuro", che copra commercio, difesa, cooperazione tecnologica e sicurezza economica. Si prevede che i precisi accordi istituzionali verranno ulteriormente sviluppati in vista del vertice del 2027.

Il governo del Canada ha posto l'accento sulla cooperazione pratica rispetto alla terminologia politica, mentre von der Leyen continua a promuovere la sua visione originale. Il dilemma strategico dell'Europa è chiaro: vuole costruire una rete globale di partner potenti, ma i suoi Stati membri devono ancora concordare fin dove debba estendersi l'integrazione politica oltre i confini dell'UE.

Per il Canada, la priorità immediata è ottenere benefici economici e di sicurezza concreti. Per l'Europa, la controversia solleva una questione più profonda: può l'UE diventare una potenza strategica globale restando limitata dalle proprie divisioni interne?