Booking.com potrebbe dover affrontare sanzioni sostanziali se le autorità di regolamentazione accerteranno violazioni del Digital Services Act europeo. Milioni di viaggiatori si affidano a Booking.com per prenotare hotel, appartamenti e case vacanza. Tuttavia, l'Unione Europea sta ora indagando se la piattaforma abbia fatto abbastanza per proteggere i clienti dalle frodi.

Il 21 ottobre, la European Commission ha aperto un procedimento formale ai sensi del Digital Services Act (DSA). L'indagine esamina tre problemi potenzialmente gravi: annunci di alloggi fraudolenti, truffe di phishing che sfruttano le informazioni di prenotazione e posizionamenti di ricerca a pagamento che potrebbero non essere chiaramente identificati come pubblicità. Booking.com non è stata dichiarata colpevole di aver violato la legge e ha dichiarato di voler collaborare con le autorità.

Milioni di annunci, miliardi di prenotazioni
Con sede ad Amsterdam, Booking.com gestisce uno dei più grandi marketplace di alloggi al mondo. La piattaforma mette in contatto i viaggiatori con oltre 30 milioni di opzioni di soggiorno in tutto il mondo e ha elaborato circa 6,5 miliardi di prenotazioni dal 2010. La sua enorme portata rende la fiducia dei clienti particolarmente importante.

Un annuncio fraudolento su un sito web di piccole dimensioni può colpire un numero limitato di persone. Tuttavia, le debolezze di una piattaforma che serve milioni di viaggiatori possono esporre i consumatori in più paesi. Ai sensi del Digital Services Act dell'UE, le piattaforme online di dimensioni molto grandi devono identificare e mitigare i rischi sistemici, compresi quelli derivanti da contenuti illegali e attività fraudolente.

Booking.com ha ricevuto tale designazione nell'aprile 2023.
Hotel falsi e proprietà inesistenti
La prima parte dell'indagine riguarda gli annunci di alloggi che potrebbero essere fraudolenti, fuorvianti o non conformi. Gli esempi includono proprietà che non esistono, alloggi pubblicizzati da persone non autorizzate all'affitto e truffatori che si spacciano per legittimi proprietari di immobili.

Un viaggiatore può completare una prenotazione, pagare l'alloggio e scoprire solo all'arrivo che la proprietà pubblicizzata non è disponibile o è fittizia. Tali incidenti possono causare perdite finanziarie e compromettere i viaggi internazionali. La Commissione esaminerà se Booking.com abbia identificato adeguatamente questi rischi e se i suoi sistemi rimuovano efficacemente gli annunci fraudolenti. L'esistenza di truffe non stabilisce automaticamente una violazione legale. I regolatori devono valutare quali misure preventive la piattaforma era tenuta ad adottare e se abbia soddisfatto tali obblighi.

Truffe nei pagamenti tramite dati di prenotazione autentici
La seconda preoccupazione riguarda il phishing. I criminali possono impersonare hotel o fornitori di alloggi e contattare i clienti con richieste convincenti di pagamenti aggiuntivi. Un viaggiatore potrebbe ricevere un messaggio in cui si afferma che una carta di credito deve essere verificata o che la prenotazione verrà annullata. Il messaggio può contenere date di prenotazione precise, dettagli dell'alloggio o altre informazioni che fanno apparire la richiesta legittima.

Le vittime possono quindi essere reindirizzate verso siti web di pagamento fraudolenti.
La Commissione sta esaminando i rischi creati dalla condivisione dei dati delle prenotazioni e degli ospiti con i fornitori di alloggi, insieme alle misure di sicurezza nel sistema di messaggistica di Booking.com. La questione centrale è se i criminali possano sfruttare questi sistemi per ottenere pagamenti o informazioni personali sensibili.

L'intelligenza artificiale rende le truffe più convincenti
La frode online è diventata più sofisticata man mano che i criminali ottengono l'accesso a strumenti automatizzati in grado di produrre messaggi dall'aspetto professionale. Il testo generato dall'IA può imitare le comunicazioni del servizio clienti senza gli errori grammaticali tradizionalmente associati al phishing. Booking.com ha precedentemente segnalato aumenti sostanziali in alcuni tentativi di truffa che coinvolgono contenuti generati dall'intelligenza artificiale.

La sfida per le aziende di viaggi online si sta quindi estendendo oltre l'identificazione di messaggi palesemente sospetti. Le piattaforme devono considerare la sicurezza degli account, la protezione dei dati di prenotazione, le richieste di pagamento insolite e i tentativi di reindirizzare i clienti al di fuori dei canali di pagamento verificati. I regolatori esamineranno se i sistemi di gestione del rischio di Booking.com siano rimasti al passo con queste minacce.

I viaggiatori visualizzano pubblicità senza saperlo?
La terza indagine riguarda la trasparenza nei risultati di ricerca. Gli hotel e i fornitori di alloggi possono talvolta aumentare la propria visibilità su Booking.com accettando di pagare commissioni più elevate. La European Commission vuole accertare se i consumatori siano chiaramente informati quando un annuncio appare in modo più prominente a causa di tale accordo. Ai sensi del Digital Services Act, le pubblicità devono essere identificabili.

Gli utenti dovrebbero anche essere in grado di capire chi ha pagato per un annuncio e perché lo stanno visualizzando. Se un hotel appare in cima ai risultati di ricerca, i viaggiatori potrebbero presumere che sia stato selezionato per la sua pertinenza, qualità o valore. Ma la prominenza a pagamento introduce una considerazione commerciale. La Commissione indagherà se la presentazione di Booking.com fornisca una trasparenza sufficiente.

Cosa dice Booking.com?
L'azienda afferma che la sicurezza, la fiducia e la protezione delle informazioni personali rimangono delle priorità. Ha confermato di impegnarsi in modo costruttivo con la European Commission.

Booking.com afferma inoltre di collaborare con i governi, le autorità giudiziarie e i partner del settore per combattere il crimine informatico e proteggere sia i viaggiatori che i fornitori di alloggi. L'indagine valuterà tali tutele rispetto agli obblighi legali della piattaforma. Essa non stabilisce che Booking.com abbia consapevolmente agevolato la frode.

L'azienda rischia una multa salata?
Ai sensi del Digital Services Act, gravi violazioni possono comportare sanzioni fino al 6% del fatturato annuo mondiale di un'azienda. Per un'impresa tecnologica multinazionale, tale sanzione potrebbe essere sostanziale.

Tuttavia, il 6% rappresenta il massimo legale, non una multa proposta o imposta in questa indagine. La Commissione può richiedere informazioni aggiuntive, condurre interviste e ispezioni, o richiedere misure correttive. Può anche accettare impegni legalmente vincolanti da parte dell'azienda.

Non è stata annunciata alcuna data di conclusione.
Perché questo è importante oltre Booking.com
L'indagine potrebbe avere implicazioni per i marketplace online in tutta Europa. Gli hotel dipendono sempre più dalle piattaforme digitali per l'acquisizione di clienti.

I viaggiatori dipendono da quelle stesse piattaforme per informazioni affidabili, pagamenti sicuri e recensioni degne di fede. Se i clienti non riescono a distinguere in modo affidabile le offerte di alloggi autentiche da quelle fraudolente, la fiducia nel turismo digitale si indebolisce. Allo stesso modo, se le classifiche a pagamento non sono sufficientemente trasparenti, i consumatori possono fraintendere il motivo per cui alcune attività appaiono in evidenza. Le questioni riguardano quindi l'integrità dei mercati online, non semplicemente una singola società di viaggi.

Un test per le regole digitali europee
L'UE ha introdotto normative estese destinate a rendere le grandi piattaforme tecnologiche più responsabili. Il procedimento contro Booking.com testerà come tali regole vengano applicate ai rischi pratici per i consumatori.

Le autorità di regolamentazione dovranno determinare se i sistemi dell'azienda prevengano e mitighino sufficientemente le frodi, rimanendo al contempo proporzionati alla scala della piattaforma. Booking.com ha contribuito a trasformare il modo in cui il mondo viaggia. L'indagine ora si chiede se le sue misure di salvaguardia e le sue informative pubblicitarie stiano tenendo il passo con le responsabilità che derivano da tale influenza.

Per i viaggiatori, l'aspettativa fondamentale rimane semplice: un annuncio di alloggio deve essere autentico, le richieste di pagamento devono essere sicure e la pubblicità deve essere chiaramente identificabile.