In occasione di un incontro internazionale sugli investimenti tenutosi a Tashkent il 16 ottobre, il Presidente Shavkat Mirziyoyev ha presentato piani che spaziano dall'energia nucleare all'elettricità rinnovabile, fino all'esplorazione del gas naturale e alla modernizzazione della rete elettrica nazionale.
4,7 miliardi di dollari in nuovi accordi
Sei accordi forniranno 3.000 megawatt di capacità di generazione elettrica e 400 MW di stoccaggio energetico.
Tra i partecipanti internazionali figurano la saudita ACWA Power, la francese EDF, le giapponesi Toyota Tsusho e Sojitz, la AMEA Power degli Emirati Arabi Uniti e la qatariota Nebras Power.
Nell'ultimo decennio, l'Uzbekistan ha attirato 35 miliardi di dollari nel suo settore energetico. Gli ultimi accordi rappresentano un ulteriore impegno sostanziale per modernizzare un'economia in cui il consumo di elettricità sta crescendo rapidamente.
Il governo stima che entro il 2030 la produzione di elettricità dovrà superare i 129 miliardi di kilowattora all'anno, rispetto ai circa 86,7 miliardi del 2025 — un aumento di quasi il 49%.
Per raggiungere tale obiettivo, l'Uzbekistan prevede di aggiungere 22.000 MW di capacità di generazione e costruire 5.000 chilometri di linee di trasmissione elettrica.
Tre centrali nucleari — La Russia sta già costruendo la prima
L'annuncio più significativo riguarda l'energia nucleare.
La prima centrale nucleare dell'Uzbekistan è già in fase di costruzione nella regione di Jizzakh, sviluppata con la corporazione nucleare statale russa Rosatom.
Il progetto combina due grandi reattori VVER-1000, ciascuno dei quali produce 1.000 MW, con due reattori RITM-200N più piccoli che generano 55 MW ciascuno.
La capacità totale raggiungerà i 2.110 MW, con una produzione annuale prevista di 16-17 miliardi di kilowattora.
Ciò rappresenterebbe circa il 12-15% del fabbisogno elettrico previsto dell'Uzbekistan.
Il progetto potrebbe costare fino a 9,5 miliardi di dollari, con il completamento attualmente previsto tra il 2034 e il 2035.
Mirziyoyev ha ora confermato i piani per una seconda e una terza stazione nucleare. La loro ubicazione, il finanziamento, le tecnologie dei reattori e le tempistiche di costruzione non sono ancora stati annunciati.
Per la Russia, il progetto esistente rafforza la sua posizione come principale fornitore di tecnologia nucleare in Asia centrale.
Solare ed eolico puntano al 54% di elettricità rinnovabile
L'Uzbekistan non si sta concentrando esclusivamente sull'energia nucleare.
Entro il 2030, il governo vuole che l'energia rinnovabile, compresa l'energia idroelettrica, rappresenti il 54% della generazione elettrica nazionale, rispetto alla cifra del 31% riportata oggi dalla presidenza.
Altri sei progetti solari ed eolici per un totale di 2.200 MW saranno offerti tramite gare d'appalto competitive.
Si prevede che la capacità di stoccaggio dell'energia si espanderà fino a 4,5 GW, consentendo al sistema elettrico di gestire le fluttuazioni della produzione solare ed eolica.
Questa combinazione di nucleare, rinnovabili, stoccaggio e generazione a gas creerebbe un sistema elettrico più diversificato rispetto al modello storicamente dominato dal gas del paese.
Gas naturale: 128 nuovi blocchi di esplorazione
Nonostante le ambizioni rinnovabili, l'Uzbekistan sta anche espandendo gli investimenti negli idrocarburi.
La compagnia energetica britannica BP e l'azerbaigiana SOCAR stanno esplorando sei blocchi nella regione di Ustyurt.
Altri 128 blocchi sono in fase di preparazione per gli investitori stranieri.
Le stime governative preliminari suggeriscono che questi territori potrebbero contenere 5,8 trilioni di metri cubi di gas naturale e 560 milioni di tonnellate di idrocarburi liquidi. Queste cifre sono stime di risorse prospettiche, non riserve commercialmente recuperabili confermate.
L'Uzbekistan prevede inoltre di modernizzare le sue raffinerie di petrolio di Bukhara e Fergana e di sviluppare un importante progetto petrolchimico a Bukhara.
L'approccio riflette il tentativo del governo di soddisfare la crescente domanda di energia sviluppando al contempo una generazione di elettricità più pulita.
Esportazioni di elettricità verso l'Europa?
Una proposta particolarmente interessante è il Caspian Green Energy Corridor.
L'Uzbekistan mira a esportare elettricità rinnovabile attraverso il Kazakhstan e l'Azerbaigian, collegando potenzialmente l'Asia centrale con i mercati europei tramite il Caucaso meridionale e il Mar Nero.
Il progetto rimane in fase di studio di fattibilità, ma il suo significato strategico è notevole.
Per l'Europa, offre la prospettiva di accedere all'elettricità da nuovi mercati. Per l'Asia centrale, potrebbe creare un'industria di esportazione aggiuntiva oltre al petrolio, al gas e ai minerali.
L'iniziativa dimostra inoltre come l'Azerbaigian e il Kazakhstan stiano diventando sempre più anelli di congiunzione essenziali tra i produttori di energia asiatici e i consumatori europei.
Il problema nascosto: le perdite di elettricità
Costruire centrali elettriche da sole non risolverà la carenza di elettricità dell'Uzbekistan.
Secondo la World Bank, le perdite tecniche nelle reti di distribuzione elettrica del paese sono state di circa il 13% nel 2024.
Oltre la metà dell'infrastruttura di distribuzione operava già da più di 30 anni.
La World Bank ha approvato finanziamenti per 100 milioni di dollari nel 2025 per aiutare a modernizzare il sistema, mentre il più ampio programma di investimenti nella distribuzione del governo richiede circa 3 miliardi di dollari.
Senza miglioramenti alla trasmissione, alla distribuzione e all'efficienza, una parte sostanziale della produzione elettrica aggiuntiva potrebbe andare sprecata prima di raggiungere i consumatori.
Il panorama energetico in evoluzione dell'Asia centrale
Il programma dell'Uzbekistan illustra la crescente importanza economica dell'Asia centrale.
La tecnologia nucleare russa, l'ingegneria europea, gli investimenti del Golfo e la partecipazione industriale giapponese convergono in un paese che cerca un più rapido sviluppo industriale.
Le opportunità sono sostanziali, ma il successo dipenderà dai finanziamenti, dalla modernizzazione della rete, dalle tempistiche di costruzione e dalle riforme normative.
Se l'Uzbekistan raggiungerà i suoi obiettivi, potrebbe ridurre sostanzialmente la dipendenza dal gas naturale per la generazione di elettricità, sostenendo al contempo nuove industrie e il commercio regionale di energia.
Il quadro più ampio è che l'Asia centrale non esporta più semplicemente risorse energetiche. Cerca sempre più di diventare essa stessa un importante produttore e potenziale esportatore di elettricità.




