L'enigma di un'Antartide in crescita

Per decenni, la calotta glaciale antartica si è ridotta. Tra il 2003 e il 2024, ha perso in media circa 140,5 miliardi di tonnellate di ghiaccio ogni anno, contribuendo in modo determinante all'innalzamento del livello del mare a livello globale. Poi, però, è successo qualcosa di inaspettato.

Dal luglio 2021 all'aprile 2023, le osservazioni satellitari hanno registrato una sorprendente inversione di tendenza: la calotta glaciale ha guadagnato circa 695 miliardi di tonnellate di massa, segnando il più grande aumento di massa in 22 mesi in quasi due decenni di registrazioni satellitari gravimetriche. Nell'Antartide orientale, l'accumulo di neve ha effettivamente superato le continue perdite di ghiaccio nell'Antartide occidentale, rallentando la perdita di massa dell'intero continente fino a quasi zero.

Il quesito ha lasciato perplessi gli scienziati. Cosa potrebbe spiegare questa improvvisa e breve tregua?

Una connessione climatica remota, finalmente spiegata

Un team di ricerca internazionale — che comprende scienziati provenienti da China, United States, Japan, Belgium e Hungary — si è impegnato a risolvere il mistero. I loro risultati, pubblicati il 19 agosto 2026 sulla rivista Nature, rivelano un legame climatico che era stato precedentemente trascurato.

La risposta si trova a migliaia di chilometri di distanza, nell'Oceano Pacifico tropicale occidentale. I ricercatori hanno identificato una regione nota come pool caldo tropicale (tropical warm pool) — dove il Pacifico occidentale incontra l'Oceano Indiano orientale — come il motore inaspettato del fenomeno. Tra il 2021 e il 2023, le temperature della superficie del mare in quest'area sono rimaste costantemente più elevate del solito, scatenando una straordinaria catena di eventi atmosferici.

Questo riscaldamento prolungato ha generato onde atmosferiche su larga scala che hanno viaggiato fino alle alte latitudini dell'emisfero australe. Raggiungendo l'Antartide orientale, queste onde hanno rimodellato i modelli dei venti e creato una circolazione dipolare nord-sud — un modello di pressione specifico che ha reindirizzato il trasporto di umidità. Il risultato? L'aria umida proveniente dalle medie latitudini dell'Oceano Indiano è stata incanalata direttamente verso le regioni di Queen Mary Land e Wilkes Land nell'Antartide orientale, producendo nevicate persistenti ed eccezionalmente abbondanti.

Il contributo ungherese

Gli orsi polari stanno sfruttando a proprio vantaggio la perdita di ghiaccio. Ma gli scienziati avvertono che non durerà a lungo
Gli orsi polari stanno sfruttando a proprio vantaggio la perdita di ghiaccio. Ma gli scienziati avvertono che non durerà a lungo

Dániel Topál, ricercatore senior presso l'Institute of Geography and Earth Sciences dell'HUN‑REN Research Centre for Astronomy and Earth Sciences in Hungary, è coautore dello studio. La ricerca si è guadagnata la copertina del numero del 27 agosto di Nature.

Topál e i suoi colleghi hanno combinato molteplici linee di evidenza — misurazioni gravimetriche satellitari, registrazioni di carote di ghiaccio e modelli di circolazione atmosferica — per dimostrare che questa connessione tra tropici e Antartide non è stata una coincidenza. Il loro lavoro ha contribuito a stabilire che il pool caldo tropicale agisce come un "regolatore" remoto, influenzando le variazioni pluriennali delle nevicate e della massa di ghiaccio sull'Antartide orientale.

Una tregua temporanea, non un'inversione

Fondamentalmente, lo studio dimostra che questo evento non è un segno che il cambiamento climatico sia stato invertito. Episodi simili di riscaldamento del pool caldo si verificano solo circa una volta ogni decennio, secondo le osservazioni e le simulazioni climatiche. L'anomalia del 2021-2023 è stata guidata principalmente dalla variabilità climatica naturale, non dal riscaldamento da gas serra causato dall'uomo; infatti, il forcing antropico ha rappresentato solo circa il 9 percento dell'aumento delle nevicate osservato.

"Si tratta molto probabilmente di un fenomeno di breve durata", ha dichiarato Eric Steig, coautore della University of Washington, in un comunicato stampa. "Quando qualcosa cambia, è molto allettante, anche per gli scienziati, pensare 'oh, sta nascendo una nuova normalità', ma questa analisi dimostra che non è così".

La tendenza a lungo termine rimane allarmante

Mentre l'Antartide orientale ha temporaneamente guadagnato massa, la calotta glaciale dell'Antartide occidentale continua a perdere ghiaccio a un ritmo allarmante, e alcuni ghiacciai di sbocco nell'Antartide orientale sono minacciati dalle calde acque oceaniche che sciolgono le piattaforme di ghiaccio dal basso, accelerando il flusso di ghiaccio verso il mare.

"Questo rallentamento temporaneo non ha invertito la tendenza a lungo termine della perdita di massa della calotta glaciale antartica", ha avvertito Wang Yunhe, autore principale dello studio della Chinese Academy of Sciences.

I risultati offrono tuttavia un nuovo quadro per comprendere le fluttuazioni a breve termine della massa di ghiaccio antartica e sottolineano la natura complessa e interconnessa del sistema climatico terrestre, dove una zona di riscaldamento dell'oceano tropicale può, per un breve momento, rallentare lo scioglimento della calotta glaciale più grande del mondo.