L'accordo del 9 ottobre del Presidente Donald Trump con Vladimir Putin per l'immissione di diesel russo sui mercati americani e globali segna una significativa inversione di rotta nella politica energetica degli Stati Uniti. A poche settimane dalle elezioni congressuali di metà mandato del 3 novembre, Washington sta allentando le restrizioni concepite per privare Mosca delle entrate destinate alla guerra in Ucraina.

L'accordo prevede inizialmente 300.000 tonnellate metriche di diesel, seguite da 500.000 tonnellate a novembre e un altro milione di tonnellate successivamente. Trump ha inoltre annunciato la possibilità di ulteriori tre milioni di tonnellate. Il US Treasury ha autorizzato le transazioni di diesel russo fino al 7 aprile 2027.
I prezzi del carburante americano diventano un tema elettorale

La motivazione immediata è economica. I prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno raggiunto circa 6,28 dollari al gallone, rispetto ai 3,68 dollari di un anno prima. L'aumento dei costi di trasporto, agricoltura e distribuzione sta esercitando pressione su imprese e consumatori.
Il diesel è particolarmente importante per l'autotrasporto, l'agricoltura e il trasporto merci. L'aumento dei costi influisce in ultima analisi sui prezzi dei supermercati e sui bilanci familiari, rendendo l'inflazione energetica una questione politicamente sensibile prima delle elezioni di metà mandato.
In seguito all'annuncio di Trump, i future sul diesel sono scesi di circa il 5%. Tuttavia, gli analisti dubitano che l'offerta russa aggiuntiva, relativamente limitata, possa produrre riduzioni di prezzo durature.

L'accordo crea anche una contraddizione nella politica di Washington: l'amministrazione ha recentemente approvato sanzioni più severe contro le entrate energetiche russe, ma ora sta concedendo esenzioni per allentare la pressione economica interna.
L'Europa affronta un nuovo dilemma strategico

Per l'Europa, le conseguenze vanno oltre i prezzi del carburante.
Dall'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, i governi europei hanno investito pesantemente nella riduzione della dipendenza dall'energia russa. Il nuovo accordo americano solleva interrogativi sulla capacità di Washington e Bruxelles di mantenere una strategia sanzionatoria coordinata.
I paesi europei potrebbero dover affrontare una crescente pressione da parte di imprese e consumatori che chiedono perché l'energia russa debba rimanere limitata in Europa mentre gli Stati Uniti autorizzano ulteriori scambi di diesel con la Russia.

Tuttavia, riaprire le relazioni energetiche con Mosca comporterebbe significative considerazioni politiche e di sicurezza. L'obiettivo dell'Europa non è stato solo quello di diversificare i fornitori, ma anche di ridurre la capacità della Russia di usare le esportazioni energetiche come leva geopolitica.
La decisione degli Stati Uniti potrebbe quindi complicare la diplomazia delle sanzioni europee senza necessariamente modificare le restrizioni dell'UE.

L'Ucraina rischia di perdere leva economica
Per Kyiv, il tempismo è particolarmente difficile. I rappresentanti ucraini ed europei stavano incontrando i negoziatori americani a Miami per discutere proposte di pace proprio quando è stato annunciato l'accordo sul diesel.
Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha condannato la decisione, sostenendo che le entrate supplementari dalle esportazioni russe potrebbero finanziare ulteriori operazioni militari.
L'Ucraina ha ripetutamente attaccato le raffinerie russe per interrompere la produzione di carburante e indebolire l'economia di guerra di Mosca. La capacità di raffinazione della Russia ha subito danni significativi, contribuendo a carenze e restrizioni sulle esportazioni.

Kyiv ha proposto una moderazione reciproca: l'Ucraina smetterebbe di attaccare le raffinerie russe se Mosca smettesse di colpire le infrastrutture energetiche ucraine. Non è stato raggiunto alcun accordo in tal senso.
La preoccupazione più ampia è che l'allentamento delle sanzioni senza corrispondenti concessioni russe possa indebolire la posizione negoziale dell'Ucraina.

Putin ottiene un'apertura diplomatica
Per Mosca, l'accordo offre più di una potenziale entrata dalle esportazioni.
La cooperazione energetica diretta con Washington crea un'opportunità per ricostruire i contatti economici mentre la guerra continua. Dimostra inoltre che i prodotti petroliferi russi rimangono rilevanti per la sicurezza energetica globale nonostante le sanzioni occidentali.
Tuttavia, i dettagli commerciali rimangono poco chiari e le raffinerie danneggiate della Russia potrebbero limitare la sua capacità di consegnare i volumi annunciati.

Cosa succederà dopo il 3 novembre?
Le elezioni di metà mandato determineranno la composizione del Congresso e influenzeranno la capacità dell'amministrazione di perseguire la propria agenda legislativa.
I Democratici e alcuni Repubblicani hanno criticato l'accordo sul diesel, mentre Trump sostiene che la riduzione dei costi energetici debba rimanere una priorità.
Dopo le elezioni, il Congresso potrebbe aumentare il controllo sulle esenzioni dalle sanzioni, sulle transazioni energetiche russe e sull'assistenza all'Ucraina. L'amministrazione dovrà anche rispondere se Mosca abbia offerto concessioni significative in cambio.

Per l'Europa e l'Ucraina, l'incertezza centrale è se l'accordo energetico temporaneo di Washington diventerà parte di un più ampio regolamento diplomatico o rimarrà una risposta a breve termine agli alti prezzi del carburante.

L'accordo evidenzia una realtà difficile: le necessità energetiche interne americane, le priorità di sicurezza europee e gli obiettivi bellici dell'Ucraina non sempre coincidono. Il modo in cui Washington gestirà questi interessi contrastanti dopo il 3 novembre potrebbe rivelarsi più determinante delle spedizioni di diesel stesse.