Con le accuse di corruzione che circondano la sua cerchia politica e un parlamento incapace di attuare riforme significative, il Primo Ministro Pedro Sánchez ha indetto elezioni anticipate per il 29 novembre.

La Spagna sta entrando in un nuovo periodo di incertezza politica mentre il Primo Ministro Pedro Sánchez tenta di riprendere il controllo di un governo sempre più limitato dalle divisioni parlamentari, dalle accuse di corruzione e dalla rabbia pubblica per l'accessibilità degli alloggi.

Il 5 ottobre, Sánchez ha annunciato che la Spagna terrà elezioni generali anticipate il 29 novembre 2026.
La decisione è stata formalizzata dal Royal Decree 806/2026, che scioglie entrambe le camere del parlamento. Il provvedimento segue le crescenti proteste pubbliche e la bocciatura delle misure abitative sostenute dal governo.

Una crisi abitativa che diventa crisi politica
Il mercato immobiliare spagnolo è diventato uno dei problemi sociali ed economici più gravi del paese.
Secondo il National Statistics Institute (INE), i prezzi degli immobili residenziali sono aumentati del 12,2% nel secondo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

I prezzi delle case esistenti sono aumentati del 12,9%, mentre le nuove costruzioni sono cresciute del 7,4%. L'indice immobiliare complessivo ha guadagnato un ulteriore 3,4% in soli tre mesi.
Queste cifre illustrano la crescente distanza tra il potere d'acquisto delle famiglie comuni e il valore degli immobili.
Per i giovani spagnoli, il problema è particolarmente acuto. Molti si trovano ad affrontare mercati degli affitti costosi, limitate opportunità di risparmio e difficoltà nell'ottenere mutui.
La situazione si è intensificata a Madrid, Barcellona e in altre città economicamente attrattive.

Lo sfratto che ha scatenato la rabbia nazionale
La frustrazione pubblica è aumentata a seguito dello sfratto della 87enne María del Carmen Abascal, la cui morte, avvenuta poco dopo, ha intensificato il dibattito sulla protezione degli inquilini e sulla vulnerabilità dei residenti anziani.
Le manifestazioni si sono diffuse, portando il tema dell'accessibilità economica degli alloggi e delle politiche di sfratto al centro della politica nazionale.
Il governo Sánchez aveva proposto misure di emergenza, tra cui tutele aggiuntive per gli inquilini vulnerabili e restrizioni sulle attività immobiliari speculative.

Tuttavia, l'opposizione politica ha impedito alle proposte chiave di ottenere il necessario sostegno parlamentare.
I critici sostengono che Sánchez abbia avuto anni a disposizione per affrontare la carenza strutturale di alloggi. I sostenitori del governo ribattono che i partiti conservatori hanno bloccato le politiche destinate a proteggere gli affittuari.

Accuse di corruzione e sfiducia politica
L'edilizia non è l'unico problema che il primo ministro deve affrontare.
Indagini e accuse riguardanti persone vicine a Sánchez, inclusi membri della sua cerchia politica e della sua famiglia, hanno dominato il dibattito politico spagnolo.

Crisi politica in Spagna: accuse di corruzione, caro affitti e la scommessa elettorale di Sánchez

I partiti d'opposizione sostengono che queste controversie dimostrino gravi debolezze nella responsabilità del governo.
Sánchez e i suoi sostenitori respingono i tentativi di trattare le accuse contro i suoi associati come prova di illeciti personali da parte del primo ministro.
La distinzione è importante: indagini, accuse e responsabilità politica non equivalgono a condanne penali.
Tuttavia, le continue controversie hanno reso più difficile per Sánchez focalizzare l'attenzione pubblica sui risultati economici del suo governo.

Forte crescita economica, ma chi ne beneficia?
La Spagna presenta un'insolita contraddizione europea.
Mentre la Germania e diverse altre grandi economie hanno lottato con una crescita debole, la Spagna è cresciuta in modo significativamente più rapido.
Secondo un'analisi di Reuters, il PIL spagnolo è aumentato di circa il 15% dalla fine del 2021, sostenuto in parte dall'immigrazione, dalla crescita dell'occupazione e dalla domanda interna.

Eppure, l'espansione dell'attività economica non si è tradotta in alloggi a prezzi accessibili.
La Spagna ha guadagnato circa due milioni di residenti e un milione di nuclei familiari dal 2020, aumentando la domanda di proprietà residenziali.
L'attività edilizia non si è ampliata a sufficienza per assorbire tale pressione.
I prezzi delle case sono aumentati di circa il 26% in due anni, creando una situazione in cui il successo economico a livello nazionale coesiste con l'insicurezza finanziaria per fette consistenti della popolazione.

Un'elezione con conseguenze europee
Il Partito Socialista di Sánchez affronterà il People's Party conservatore guidato da Alberto Núñez Feijóo e il partito di destra Vox.
Un rapporto di Reuters pubblicato il 9 ottobre ha citato sondaggi che pongono il PP davanti ai Socialisti, con rilevazioni che indicano anche un sostanziale sostegno combinato per PP e Vox.
Si tratta di misurazioni basate sui sondaggi, non di risultati elettorali. Il voto resta programmato per il 29 novembre.

Si prevede che la campagna elettorale affronterà i temi della casa, delle migrazioni, delle accuse di corruzione, della spesa pubblica e del ruolo dei partiti regionali.
Per i partner europei della Spagna, l'elezione è rilevante anche perché Madrid è diventata una voce influente sulle migrazioni, sulla politica economica dell'UE e sugli affari esteri.

Un test di fiducia
Sánchez vuole che gli elettori si concentrino sulla riforma sociale e sulla necessità di tutele più forti contro l'escalation dei costi abitativi.
I suoi avversari vogliono che l'elezione diventi un giudizio sulla sua amministrazione, sulle sue alleanze di governo e sulle controversie che la circondano.
Ma la questione più profonda va oltre la politica partitica.

Come può un paese registrare una forte crescita economica mentre un numero crescente di cittadini si sente incapace di permettersi una casa o di formare un nucleo familiare indipendente?
Le elezioni spagnole di novembre offriranno agli elettori risposte contrapposte a questa domanda, in un momento in cui il divario tra statistiche economiche e condizioni di vita quotidiane è diventato politicamente impossibile da ignorare.